Articolo Del NOCOCOZZA DAY 31/10/08 —> guarda gli altri


C’era una volta un campo di zucche. Erano tutte colorate: verdi screziate d’oro, dorate punticchiate di marrone, sfacciatamente gialle e arancioni ammuffite d’ocra. Grosse e succulente, sostavano pigre sotto al sole immerse nella mota profumata di stallatico, tra il frinire dei grilli e l’abbacinante calore pomeridiano di un tipico giorno di fine estate. In quel momento, si udì il pigro ronfare del motore appena avviato del trattore del massaro. Era ormai tardi per lavorare, infatti l’uomo procedeva molto lentamente, quasi interpretando dall’andamento del terreno il tipo di intervento più opportuno che conveniva fare. Mastro Aranzoni era fiero del suo veicolo. Ogni mattina, appena libero dalle incombenze più urgenti, apriva il vano motore e toglieva pagliuzze, ripuliva grumi di grasso, pezzi di fango, controllava amorevolmente olio, acqua, carburante; infine, soddisfatto, eme tteva un grugnito e richiudeva delicatamente il cofano, asciugandosi le mani sulla pettorina della tuta. Anche quel giorno non mancò di fare i consueti controlli,infine salì a bordo del grosso veicolo Ford , lo condusse nella rimessa e dopo averlo parcheggiato si dedicò al pasto delle galline. Quel giorno le mucche erano particolarmente insofferenti ed agitate, muggivano di continuo, come se nessuno le avesse munte. Strano, pensò Mastro Aranzoni, oggi le ho rigovernate a dovere, ho dato loro acqua e fieno, cosa diavolo vorranno ancora.” Accigliato, prese dal fondo del magazzino il sacco contenente le granaglie e si accinse ad aprirlo. Nel far ciò, lanciò distrattamente un’occhiata all’esterno del magazzino, dove si scorgeva il campo di zucche e gli parve di cogliere un movimento rapido di un oggetto o animale che correva svelto a nascondersi.

Continua…..

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